Dichiarazioni clamorose, diciotto anni dopo l' omicidio di Meredith Kercher, avvenuto a Perugia nel 2007. Già, il caso solleva nuovi interrogativi. Giuliano Mignini, il magistrato che all’epoca coordinò le indagini, è tornato a parlarne in un’intervista concessa a La Stampa. "Una fonte che ritengo affidabile mi ha fatto il nome di un individuo, mai preso in considerazione prima d'ora. Una persona che potrebbe essere implicata nell'omicidio e che scappò all'estero pochi giorni dopo il delitto", ha sganciato la bomba, spiegando di aver già trasmesso queste informazioni alla Procura. Secondo quanto riportato, tuttavia, non sarebbe stato aperto alcun nuovo fascicolo sull’omicidio Kercher.
E ancora, ha aggiunto: "Dico solo che se avessi conosciuto certi particolari all'epoca, avrei sicuramente approfondito. Da allora non ho più avuto aggiornamenti diretti sulla vicenda. Oggi sono in pensione, ma molte persone continuano a contattarmi per questa storia. Il procuratore Raffaele Cantone è d'accordo che io mantenga questi rapporti, spesso faccio da tramite. Purtroppo, per anni, chi sapeva non ha parlato per paura". Un'intervista fiume, in cui aggiunge che "per anni chi sapeva non ha parlato" e che "la capa della polizia odiava Amanda, quando chiesi la pena - ammette - non ero sereno".










