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In carriera conta oltre tremila stoppate, in un'epoca dominata da giganti come Jordan e Shaq: la rappresentazione più plastica di come anche il gioco difensivo possa diventare spettacolare
C’è un gesto che, più di ogni altro, racconta l’essenza di Dikembe Mutombo. Quel dito alzato, oscillante davanti al volto dell’avversario, a dire: Not in my house. Non a casa mia. È diventato un’icona della pallacanestro mondiale, un simbolo di potenza, carisma e rispetto. Dietro quel movimento teatrale c’è un uomo che ha costruito la sua leggenda non con il tiro da tre o con poderose schiacciate, ma issando un muro invalicabile. Dikembe Mutombo Mpolondo Mukamba Jean-Jacques Wamutombo — un nome che è già un romanzo — è il più grande stoppatore della storia NBA. Il gigante che maltrattava i sogni di gloria degli attaccanti avversari.
Nato a Kinshasa nel 1966, figlio di un’infermiera e di un insegnante, Mutombo sognava di diventare medico. Quando arrivò negli Stati Uniti grazie a una borsa di studio per meriti accademici alla Georgetown University, non pensava certo di finire in NBA. Ma il destino, e soprattutto John Thompson, lo storico allenatore dei Georgetown Hoyas, intravidero in quel ragazzo di due metri e diciotto un gigante buono pronto a difendere il ferro come pochi nella storia del gioco.






