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Un luogo vicino al Vaticano ospita un piccolo museo che raccoglie le testimonianze delle apparizioni di defunti a parenti e amici vivi

"Quel secondo regno dove l'umano spirito si purga e di salire al ciel diventa degno". È così che lo chiama Dante Alighieri nella sua Divina Commedia. Il Purgatorio è per la Chiesa la purificazione finale di quelle anime imperfette che così ottengono la santità necessaria per entrare nella gioia del cielo. Un insegnamento che fonda le sue basi sulla pratica della preghiera per i defunti già presente nelle Sacre Scritture e affermato già dai padri della Chiesa. Sant'Agostino, caro a Leone XIV, scriveva nel IV secolo: "non si può negare che le anime dei defunti possono essere aiutate dalla pietà dei loro cari ancora in vita". Arrivando ai giorni nostri, c'è un luogo a Roma che è nato proprio per provare l'esistenza del Purgatorio.

La chiesa del Sacro Cuore del Suffragio non è certo tra le prime mete nei tour di turisti e pellegrini, eppure chi la vede anche di sfuggita non può non notarla. La facciata ricca di guglie, archi e nicchie e lo stile neogotico le sono valse l'appellativo di "piccolo Duomo di Milano", ma su Lungotevere. In una sala a lato della sacrestia sorge il museo delle anime del Purgatorio, una piccola ma unica collezione di cimeli che vogliono testimoniare l'esistenza di quello che Benedetto XVI ha definito "fuoco interiore".