L’avvocato degli animali si chiama Giada Bernardi e con gli animali ha sempre avuto, in fondo, un rapporto privilegiato. “Sì, mia mamma mi racconta sempre che a sei mesi ero in grado di riprodurre tutti i versi. – racconta - Un destino, il mio, segnato dalla nascita: nella mia famiglia ci sono sempre stati animali: cani, tartarughe, gatti, pesci, criceti. Piccoli e grandi amici, compagni del percorso di vita compiuto dalla bambina, dall’adolescente, dalla ragazza e dalla donna che nel corso degli anni sono diventata”.
Oggi che li difende - tutti, indistintamente - Giada Bernardi è diventata un simbolo, su scala nazionale. “Chiariamo subito una cosa. – dice – Sono un avvocato proprio come gli altri, con tanto di laurea in giurisprudenza e di esame di stato superato, ma i miei clienti non sono né persone che divorziano, né vittime di incidenti stradali, né società che devono rimettere insieme i cocci, né lavoratori insoddisfatti. Hanno peli e piume invece che abiti, zoccoli e cuscinetti al posto delle scarpe, zampe, ali e pinne come braccia. Ecco, io difendo gli animali come fossero persone in un Paese che ancora troppo spesso li considera come cose”.
E L’avvocato degli animali è anche il titolo del libro, appassionato, che ha appena pubblicato con Edizioni Le Lucerne: parla - tra l’altro - di affidi, separazioni, contenziosi contro allevatori e pensioni, denunce per maltrattamenti e canili lager, ma anche di campagne per la salvaguardia della fauna selvatica. Lei, già fondatrice di “GiustiziAnimale”, studio legale votato alla difesa degli animali e colonna dell’organizzazione di volontariato “Zampe che danno una mano Odv”, che si prodiga per la protezione e il benessere animale, ha deciso anche di diventare divulgatrice.






