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Per decenni, Halloween è stato festeggiato solo negli Stati Uniti, nella notte tra il 31 ottobre e l’1 novembre. Da una ventina d’anni però è diventato un fenomeno di moda anche altrove, grazie alla sua massiccia rappresentazione in film, serie tv, cartoni animati e libri, soprattutto perché è una buona scusa per fare festa tra amici, travestirsi e passare il tempo con i bambini. Secondo un’indagine di Ipsos e Confesercenti, nel 2024 il 64 per cento delle famiglie italiane ha festeggiato Halloween in una maniera o nell’altra, per un giro d’affari totale stimato di circa 300 milioni di euro.
In larga parte è considerata una festa innocua se pur commerciale, anche da molte persone credenti: in questi giorni sta per esempio circolando il video di un sacerdote della provincia di Milano che, rivolgendosi ai ragazzini presenti durante la sua messa, ha sottolineato che «fare le feste di Halloween non è un peccato». Sempre in questo periodo, però, ogni anno emergono storie di preti, esorcisti, politici e altri esponenti del tradizionalismo cattolico ed evangelico italiano che mettono in guardia contro i presunti pericoli culturali e spirituali di festeggiare Halloween.
Le loro preoccupazioni principali sono due. Da una parte ci sono gli attivisti cattolici conservatori, che la criticano in quanto festività importata dagli Stati Uniti ed estranea alla cultura cattolica (nonché a quella italiana). Il fatto che Halloween caschi subito prima del giorno di Ognissanti e della Commemorazione dei defunti (l’1 e il 2 novembre), viene indicato come un tentativo di ridimensionare due tradizionali festività cattoliche.











