Da vittima a carnefice: è indagato per revenge porn un 15enne barese che nel 2021 ha avuto una relazione con la maestra, allora 44enne, Daniela Casulli e ha divulgato i video dei loro atti sessuali. Avrebbe condiviso le sue immagini con altri adolescenti e creato gruppi social nei quali inviava video hard di altre ragazze, anche minorenni.

È intricata la vicenda giudiziaria che ha avuto come protagonista l’insegnante, originaria di Bari ma da tempo residente al Nord, che è stata accusata di produzione di materiale pedopornografico e corruzione di minorenne, condannata a sette anni e tre mesi e 75mila euro di multa in primo grado e poi assolta in appello. Nel 2021 è finita agli arresti domiciliari e, una volta tornata in libertà, ha avviato una campagna social per denunciare quelle che definisce «storture» dell’inchiesta e poi del processo di cui è stata protagonista. A un certo punto si è calata talmente tanto nel ruolo di difensore di se stessa, da decidere di voler abbandonare l’insegnamento per «fare l’avvocata».

La maestra assolta: “Sesso con i quindicenni? L’ho fatto e ora mi è passata la voglia. Non è reato”

di Chiara Spagnolo

E se le accuse ai magistrati baresi sono state ritenute infondate e archiviate dai giudici di Lecce (a cui le denunce sono state presentate per competenza territoriale), la Procura di Bari ha in parte accolto le doglianze della donna in relazione alla produzione dei video, che sono passati da una chat all’altra, finendo nei telefoni di tantissimi ragazzini, anche minori di 14 anni. Con loro Daniela Casulli giura di non avere mai avuto rapporti sessuali né di frequentazione, anche se la prima donna che l’ha denunciata ha messo a verbale che era solita telefonare di notte ai suoi figli di 8 e 11 anni.