Quel leader è Elly Schlein, il segretario del Pd. È lei che si gioca l’osso del collo, e soprattutto la poltrona del Nazareno, in questa rocambolesca capriola che sta per inscenare di fronte al suo partito ex governista. Una specie di sequel della piazza dei ProPal, dove Schlein è stata capace di mandare in frantumi 80 anni di politica estera della sinistra pur di inseguire il miraggio di un consenso nell’area radicale. Sta per rifarlo con il referendum, spintonata dal suo cerchio - non posso dire magico perché di magie ne vedo poche - che ha il terrore di veder cadere la leader delle primarie. Meglio avrebbe fatto Elly a rileggere le parole di nonno Agostino, parlamentare socialista che già nei gloriosi, perla sinistra, anni Settanta denunciava gli abusi dei pm. Perché in casa Pd tanti la pensano come il vecchio Viviani. E glielo faranno sapere.
Un referendum su un leader? Sì ma non Giorgia
È vero, quello sulla giustizia sarà un referendum su un leader politico e non solo su una materia costituzionale. Ma quel leader non &eg...








