SAN DONÀ - «Ho cercato di evitare l'impatto in tutti i modi». Anche il giorno dopo l'incidente all'autista Angelo Lupoli, 40 anni di San Donà, affiora il ricordo del momento terribile della collisione di mercoledì mattina. E di quello che è accaduto prima e dopo l'impatto frontale con la Hyunday Tucson condotta da Germano De Luca, 85 anni, morto a causa dell'incidente, mentre percorreva via Maggiore a Piavon (Oderzo). Erano le 7.30 e il botto dei due mezzi che si scontravano è stato sentito anche dai contadini che lavoravano nella campagna opitergina. «Mi sono trovato il Suv che veniva contro in modo frontale - spiega Lupoli - Ho fatto i lampeggianti, ho rallentato, ho frenato. Ho cercato di fare di tutto per evitare l'impatto con i mezzi che avevo a disposizione, ma purtroppo non c'erano margini per evitare la collisione. Non mi sembra che l'anziano alla guida avesse tentato di reagire, non ha fatto cenno di nulla. Né una frenata, né una controsterzata. È venuto diritto a grande velocità. Non so se stesse male. Mi sono trovato davanti la sua auto all'improvviso, si è trattato di una frazione di secondi. Non ho potuto fare altro».

«Non sono un esperto di dinamiche di incidenti stradali precisa il conducente - ma basta guardare le foto per intuire cos'è accaduto. Poi una volta finiti con il bus sul fosso ho fatto tutto il possibile perché i ragazzi stessero bene. Ho la coscienza a posto». Il pullman era pieno, c'erano una cinquantina di persone, la maggior parte studenti delle scuole superiori diretti a Oderzo e due lavoratori. «Mi sono preoccupato di mettere in salvo tutti i passeggeri continua l'autista due trentenni mi hanno aiutato ad aprire la botola che era sopra il bus per uscire. Sembravano di origine indiana o bengalese, anche loro hanno tentato di aprire la botola prima possibile. Sono stati molto bravi perché hanno dato una mano ai ragazzi».