Una squadra può schierarsi con vari schemi. Ma sarebbe stato bello se si fosse schierata dalla parte dei bambini. Dovrebbero scendere in campo i grandi e mettersi dalla parte dei piccoli.

Cosa è successo? Busio e compagni si presentano in campo Signoretto, a Murano, corsetta, poi stadio e partita con il Sud Tirol. Cosa avrebbe di speciale questo allenamento fuori programma e fuori campo del Venezia?

In quello spazio a inizio settembre erano stati multati 14 bambini e bambine, di 10 e 13 anni, che giocavano a calcio: cinquanta euro a tutti. Sanzione che ha sollevato polemiche e proteste. E così, tutti hanno pensato che fosse un messaggio. Invece era solo una scelta logistica. I genitori dei bambini multati si chiedono: “Come mai il Venezia sì e ai bambini no? Avevamo pensato che fosse in solidarietà ai ragazzi”.

La squadra di Stroppa in quel riscaldamento non ha utilizzato il pallone e quindi non c’è stata alcuna violazione del regolamento di Polizia e Sicurezza urbana che, appunto, disciplina i luoghi dove è consentito giocare a calcio. E però qualcuno ha visto una stonatura nel fatto che la squadra di calcio della città, con i beniamini di tanti ragazzi appassionati di pallone, comparissero proprio in quel campo dove erano stati muktati i bambini. “Almeno fate giocare anche i bambini: cambiate questo regolamento” chiedono i genitori che nel frattempo hanno impugnato le multe. Il caso delle multe aveva portato ad assemblee pubbliche e a proposte concrete di modifica delle regole. In campo Signoretto era arrivato anche il sindaco Luigi Brugnaro si potrebbe addirittura attrezzare il campo con delle reti per evitare di danneggiare vetri e finestre con il pallone. Nel frattempo, i genitori hanno deciso di impugnare le sanzioni dei carabinieri. perché il calcio più bello è quello visto con gli occhi e i piedi di un bambino.