Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
31 OTTOBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 15:47
Gonorrea, sifilide e clamidia ma anche vaiolo delle scimmie, infezioni enteriche trasmesse per via oro-anale e la tinea genitalis, nota anche semplicemente come tigna. Le infezioni sessualmente trasmissibili (Ist) sono tornate a essere un’emergenza per la sanità pubblica, sia in Italia sia in generale in Europa, dove si registra una ripresa dei casi. A fare il punto sono gli esperti della Società interdisciplinare per lo studio delle malattie sessualmente trasmissibili (Simast), riuniti a Firenze il 5 e 6 novembre per l’XI Congresso nazionale.
Negli ultimi anni – ricorda la Simast – l’andamento epidemiologico mostra aumenti marcati, in particolare per la gonorrea: nel 2023 sono stati notificati nell’area Ue quasi 97mila casi rispetto ai circa 70mila dell’anno precedente. Anche in Italia i dati disponibili mostrano un incremento delle segnalazioni per le principali Ist notificate (sifilide, gonorrea, clamidia): il trend riflette sia una ripresa dei contatti sociali dopo la pandemia sia lacune nella prevenzione e negli screening, con rischi aumentati per i giovani e per le popolazioni più vulnerabili. Come emerge da diversi studi, oltre alle classiche malattie veneree, che emergono talvolta con nuovi aspetti clinico-epidemiologici che complicano la diagnosi, la platea dei patogeni di interesse si è allargata.







