Le infezioni sessualmente trasmissibili (Ist) tornano a essere un'emergenza di sanità pubblica: in Europa e in Italia si registra una ripresa dei casi di gonorrea, sifilide e clamidia, ma c'è anche la comparsa o la ri-emersione di patologie trasmesse sessualmente non convenzionali come il monkeypox (il vaiolo delle scimmie), le infezioni enteriche trasmesse per via oro-anale, fino a forme atipiche come la neisseria meningitidis urogenitale e la tinea genitalis, spesso nota semplicemente come 'tigna'.
Questi temi saranno al centro dell'11/mo Congresso Nazionale della Società Interdisciplinare per lo studio delle Malattie Sessualmente Trasmissibili (Simast), a Firenze il 5 e 6 novembre, che mette in evidenza "la necessità di sostenere un approccio multidisciplinare in questa materia, di sensibilizzare la cittadinanza alla prevenzione e facilitare gli accessi agli screening".
Negli ultimi anni - rileva la Simast - l'andamento epidemiologico in Europa mostra aumenti marcati in particolare per la gonorrea: nel 2023 sono stati notificati nell'area quasi 97mila casi rispetto ai circa 70mila dell'anno precedente. Anche in Italia i dati mostrano un incremento per sifilide, gonorrea e clamidia: il trend riflette sia "una ripresa dei contatti sociali dopo la pandemia sia lacune nella prevenzione e negli screening, con rischi per i giovani e per le popolazioni più vulnerabili".






