Intesa Sanpaolo batte le stime e chiude i primi nove mesi dell’anno con un utile netto a 7,6 miliardi di euro, in crescita del 5,9% rispetto ai 7,2 miliardi dello stesso periodo dell’anno scorso. Nel terzo trimestre il risultato netto sale a 2,4 miliardi di euro e si confronta con quello pari a 2,6 miliardi del secondo trimestre 2025 e a 2,4 miliardi del terzo trimestre 2024.

Un risultato definito in una nota «pienamente in linea con la prospettiva di utile netto per il 2025 a ben oltre 9 miliardi di euro, includendo le azioni gestionali nel quarto trimestre dell’anno per l’ulteriore rafforzamento della sostenibilità futura dei risultati del gruppo». I proventi operativi netti nei 9 mesi sono stabili a 20,4 miliardi, mentre i costi operativi calano dello 0,4% a 7,9 miliardi.

La remunerazione ai soci

Intesa Sanpaolo nei primi 9 mesi dell’anno ha generato un «significativo ritorno cash per gli azionisti: 5,3 miliardi di dividendi maturati nei nove mesi, di cui 3,2 miliardi in distribuzione come acconto dividendi a novembre». Dividendi, nota Intesa Sanpaolo, «che si aggiungono al buyback pari a 2 miliardi di euro concluso a ottobre 2025».

Il consiglio di amministrazione ha quindi deliberato la distribuzione di 18,6 centesimi di euro per azione, al lordo delle ritenute di legge, come acconto dividendi a valere sui risultati del 2025, «non sussistendo - si legge nei documenti al mercato - controindicazioni derivanti dai risultati prevedibili per il quarto trimestre 2025 né raccomandazioni dei regolatori in merito ai requisiti patrimoniali applicabili a Intesa Sanpaolo che ostino a tale distribuzione».