In Italia si stima che il 20,2% delle donne – oltre 4 milioni - abbia subìto violenza fisica: minacce (12,3%), spintoni o strattoni (11,5%), schiaffi, calci, pugni e morsi (7,3%). Altre volte sono colpite con oggetti che possono fare male, come coltelli (6,1%). Lo dicono i dati Istat e lo raccontano le cronache. Di fronte a questo scenario, gli ortopedici hanno deciso di fare qualcosa, perché il loro punto di osservazione è privilegiato: il 30% dei casi di traumi e lesioni di natura apparentemente accidentale che si verificano ogni anno è infatti causato da violenza. Episodi che, se non riconosciuti, possono ripetersi e aggravarsi, fino a conseguenze drammatiche. Ecco perché la Commissione Pari opportunità della Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia (Siot) ha deciso di lanciare la prima Campagna nazionale per la formazione di ortopedici e traumatologi a riconoscere le lesioni da violenza domestica tra i pazienti, spesso donne, ma anche bambini e anziani, che arrivano nei Pronto Soccorso degli ospedali. L’annuncio è stato dato in occasione della presentazione del Congresso Nazionale Siot, che si terrà a Roma dal 6 all’8 novembre.
“L’ortopedico può avere un ruolo chiave - evidenzia la Erika Maria Viola, Coordinatrice Commissione Pari opportunità Siot e Direttore Uoc Ortopedia e Traumatologia, Asst Cremona, Ospedale di Cremona -. La traumatologia muscoloscheletrica è infatti il secondo ambito clinico più frequentemente coinvolto nei casi di violenza domestica. Tuttavia, solo una minima percentuale di donne, in particolare con lesioni sospette, viene interrogata sulla possibile origine delle ferite, e, di queste, solo una su due riceve un supporto. Ancora più preoccupante è il dato sulla quotidianità: solo una piccola percentuale di ortopedici e traumatologi dichiara di riconoscere con chiarezza le lesioni tipiche della violenza domestica, e di essere pronto ad approcciare la presunta vittima in un ambiente protetto per approfondire la reale anamnesi ed aiutarla a raggiungere la concreta consapevolezza della realtà e delle priorità”.







