Immagini della risonanza magnetica ingrandita dall'IA per creare un modello tridimensionale della prostata e delle strutture più piccole che, grazie alla realtà aumentata, vengono sovrapposte in tempo reale al campo operatorio, mentre il chirurgo esegue un intervento robot-assistito.
E' una tecnologia in via di sviluppo che rappresenta il futuro della chirurgia mini-invasiva del tumore della prostata: la nuova procedura aumenta la precisione, permettendo così una maggiore efficacia e un recupero più rapido.
Per la prima volta lo studio Riders, pubblicato sulla rivista European Urology e coordinato dall'Irccs Candiolo, dimostra che l'utilizzo dell'IA e della realtà aumentata negli interventi di prostatectomia radicale robot-assistita, guidata dalla sola risonanza magnetica, consente la rimozione del tumore in modo più preciso e radicale, e garantisce anche un netto miglioramento nel recupero della funzione sessuale e della continenza.
Lo studio ha coinvolto un totale di 133 pazienti con tumore alla prostata in fase iniziale o localmente avanzato, divisi in due gruppi: 84 sottoposti a rimozione radicale robot-assistita standard e 49 alla stessa procedura, con il supporto dell'Intelligenza artificiale e della realtà aumentata. I risultati arrivano pochi giorni prima dell'inizio di Movember, la campagna internazionale di sensibilizzazione sui tumori maschili, che si celebra in tutto il mondo nel mese di novembre.






