Apochi giorni dall’inizio di Movember (da “Moustache”, parola francese per baffi, e “November”), la campagna dedicata alla salute maschile e alla lotta contro i tumori, arriva la notizia che promette di rivoluzionare l’approccio chirurgico al tumore della prostata, il più diffuso tra gli uomini italiani. L’IRCCS di Candiolo (Torino), in collaborazione con SCDU Urologia – AOU San Luigi Gonzaga, ha pubblicato sulla rivista European Urology i risultati dello studio RIDERS che per la prima volta dimostra la superiorità della chirurgia robot-assistita potenziata dall’Intelligenza Artificiale e dalla realtà aumentata, rispetto a quella standard guidata dalla sola risonanza magnetica.

Qualità di vita

Il tumore della prostata, con oltre 40.000 nuovi casi stimati in Italia nel 2024, pone i chirurghi di fronte a una sfida complessa: rimuovere completamente la malattia, salvaguardando al contempo le delicate strutture anatomiche vitali per la continenza e la potenza sessuale. La prostatectomia radicale standard, pur essendo efficace, spesso si scontra con la difficoltà di individuare con assoluta precisione i margini tumorali, aumentando il rischio di recidive locali e di compromettere la qualità di vita.