“Massimo Lovati verrà ascoltato in Procura e potrà chiarire diversi punti”. A rivelarlo è Fabrizio Gallo, l’avvocato che difende il legale di Vigevano da una denuncia per diffamazione aggravata, che a Fanpage ha spiegato che il suo assistito potrebbe essere sentito dalla Procura di Brescia come persona informata dei fatti. Lovati, infatti, è stato per anni uno degli avvocati di Andrea Sempio, già a partire dalle prime indagini, cominciate nel 2016 e poi finite con l’archiviazione pochi mesi più tardi, nel 2017. Ed è proprio su quel periodo che gli investigatori di Brescia si starebbero concentrando per cercare di risalire a un presunto giro di corruzione che vedrebbe coinvolto l’ex procuratore Mario Venditti, indagato per corruzione in atti giudiziari da corruttore ignoto. E nel caso in cui Lovati dovesse essere convocato dalla Procura, rivela Gallo, sarebbe disposto ad essere sentito come persona informata.

Al centro della vicenda ci sarebbero i soldi in contanti che la famiglia Sempio dichiara di aver consegnato ai suoi avvocati dell’epoca, una somma che si aggirerebbe “tra i 55 mila e i 60 mila euro”. Due dei tre legali, Federico Soldani e Simone Grassi, però, hanno negato di aver ricevuto quei soldi, mentre Lovati dice di averli presi. “È l’unico ad aver ammesso di aver preso dei soldi per il suo lavoro di avvocato (circa 15/16 mila euro), ma se gli altri negano ci sono altre migliaia di euro che ballano e non si capisce ancora dove sono andati a finire”, spiega Gallo. Secondo l’avvocato, dunque, “il mio assistito è il più onesto di tutti in questa vicenda ed a breve sono sicuro che verrà ascoltato e potrà chiarire diversi punti”, sottolinea ancora. Potrebbe esserci, dunque, un incontro tra la Procura di Brescia e Massimo Lovati, che potrebbe quindi dare la sua versione sulle indagini a carico dell’ex procuratore Venditti, che nel 2017 chiese l’archiviazione delle indagini contro Sempio per il delitto Garlasco. “I soldi sono usciti dalla famiglia Sempio quindi a qualcuno sono arrivati e ribadisco che Lovati ha detto la verità e le carte processuali ci danno e ci daranno ragione”, aggiunge ancora Gallo.