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30 OTTOBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 12:02

Non serve essere Stoccolma per diventare famosi per il Nobel e nemmeno Milano con l’ “Ambrogino doro”. Nella piccola Mondovì, quella che amo definire la città più bella d’Italia, nei giorni scorsi grazie al premio “Res Publica” sono arrivati Rana Salman e Eszter Koranyi dalla Palestina e da Israele, la suora filippina Aabby Avelino coordinatrice internazionale dell’Associazione-rete “Talitha Kum” e il performer sudafricano Trésor Riziki (Sud Africa).

Il mondo per un giorno ha incontrato questa cittadina che è un “distretto culturale” e un presidio significativo grazie all’incessante lavoro dell’amministrazione comunale ma anche grazie a persone come Antonio Maria Costa, ex sottosegretario generale delle Nazioni Unite, Maura Leonti e a tanti cittadini che scelgono di dare il loro contributo alla città. E’ qui che trovi chi gioca con le bocce quadre; un festival letterario dal titolo “Funamboli” che porta autori nei luoghi più insoliti; le mongolfiere; un editore che ha restaurato un palazzo (Fauzone) che apre alla città; un museo dedicato alla ceramica e chi più ne ha più ne metta.