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Ultimo aggiornamento: 11:39

L’Unesco definì questa città, che non avrebbe poi granché da invidiare alla stessa cugina-rivale Firenze, “un capolavoro di dedizione e inventiva, in cui gli edifici sono stati disegnati per essere adattati all’intero disegno della struttura urbana”. Ed è in un contesto simile, di per sé incantato, che è andata in scena lo scorso weekend l’undicesima edizione del Siena Awards Photo Festival, tra i più influenti rendez-vous mondiali dedicati alla fotografia contemporanea. O meglio, l’evento (fondato e diretto da Luca Venturi) non si è certo concluso qui, visto che da qui a fine novembre saranno visitabili dieci mostre tra Siena e la vicina Sovicille.

Protagonisti alcuni tra i principali eredi dell’arte di Man Ray e Cartier-Bresson. Convitati di pietra, scenari straordinari: palazzi storici e musei, ex distillerie e chiese sconsacrate, scuole d’arte e borghi rinascimentali. Nel Medioevo Siena era potente quanto Parigi, e si percepisce tuttora nella bellezza dei suoi monumenti, nell’architettura generale e nei dettagli, nella magnificenza sui generis di Piazza del Campo (illuminata per l’occasione da un videomapping d’autore), nel turismo quasi di massa che affollava le sue strade nell’ultimo fine settimana di settembre. Siena e le sue 17 contrade che si sfidano, dal 1644, nell’iconica giostra equestre del Palio.