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Un anno e tre mesi nell'appello bis all'ex magistrato simbolo di Mani Pulite per rivelazione di segreto d'ufficio. Aveva fatto conoscere a una decina di persone i verbali di Amara sulla cosiddetta Loggia Ungheria
Un anno e tre mesi di reclusione. La corte d'appello di Brescia ha confermato la condanna di primo grado per l'ex magistrato Piercamillo Davigo. Si tratta dell'appello bis dopo che la Cassazione aveva annullato, con rinvio a nuovo giudizio d'appello, la parte di condanna per la rivelazione del segreto a terzi. Era imputato per rivelazione di atti coperti da segreto per la vicenda della presunta Loggia Ungheria. Secondo l'accusa, avrebbe diffuso a una decina di persone i verbali secretati resi alla procura di Milano dall'avvocato Piero Amara e consegnati a Davigo, all'epoca dal pm di Milano Paolo Storari. In particolare all'intero ufficio di presidenza del Csm di allora, altri sei componenti del Csm e un paio di assistenti dei consiglieri, oltre al senatore 5 Stelle all’epoca presidente della commissione Antimafia Nicola Morra.










