Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

Ultimo aggiornamento: 14:13

Snack dolci e salati come merendine e patatine; biscotti industriali; bevande zuccherate e gassate; cereali da colazione; caramelle, gomme, prodotti di pasticceria; creme spalmabili; salse pronte; piatti pronti surgelati o da riscaldare; nugget; bastoncini o crocchette di pollo; paste sfoglie o surgelate; hamburger, wurstel e altri prodotti a base ricostituita; zuppe pronte e noodles; dessert istantanei; sottilette e formaggini.

Sono alcuni esempi di cibi ultra-processati. Una definizione che non ha nulla di morale ma è scientifica, ovvero basata su una precisa tassonomia in vigore dal 2016, chiamata NOVA e stilata in base alla trasformazione subita.

A mettere sul banco degli imputati questa tipologia di alimenti è il libro Non è cibo. Come l’industria ha rimpiazzato il cibo autentico. E come possiamo riprendercelo (Altreconomia), scritto da Alessandro Franceschini, presidente di Altromercato e da 30 anni impegnato nel Commercio Equo e solidale italiano. L’autore non è ovviamente contrario alla trasformazione del cibo in sé, né alla tecnologia, quanto all’abuso dell’ultra-trasformazione e alla manipolazione industriale massiccia nel cibo.