CONEGLIANO (TREVISO) - Il dolore alla trachea non gli è ancora passato, le contusioni al braccio sono ancora evidenti. L'ex primario di psichiatria Pierpaolo Urbani ripercorre con voce calma, nonostante lo choc, l'aggressione di due malviventi lunedì pomeriggio alle 15.10 davanti al cancello della propria abitazione in via Tiepolo, tranquilla zona residenziale in parco Rocca, non lontano dall'ospedale. «Uno, quello che mi ha afferrato stretto al collo, sono riuscito anche a fargli lo sgambetto, buttandolo a terra» ironizza.
Ieri verso mezzogiorno ha fatto rientro con la sua Porsche dalla caserma dei carabinieri, ha identificato uno dei due rapinatori, fuggiti con il Rolex Daytona e la collana d'oro, ricordo del nonno. Quello senza cappuccio l'ha visto bene in faccia, l'altro solo di profilo. «Avevano tra i 20 e i 30 anni, gente dell'est, li ho sentiti parlare. Uno l'ho riconosciuto dalle foto in archivio delle forze dell'ordine. Un latitante, condannato in contumacia a tre anni».
Urbani è convinto che l'agguato non sia avvenuto per caso. «Credo che abbiano seguito un piano preciso, premeditato. Con il senno di poi l'auto, l'Audi colore argento con cui sono fuggiti, l'avevo notata qualche giorno prima parcheggiata vicino casa» racconta l'ex primario. Dopo l'aggressione, i due hanno raggiunto la vettura poco lontano.








