CONEGLIANO (TREVISO) - Della targa, e forse pure della vettura, se ne saranno probabilmente già disfatti, ma la direzione presa dall'auto con targa spagnola subito dopo la rapina è il punto di partenza delle indagini dei carabinieri al lavoro per individuare i malviventi che hanno aggredito l'ex primario Pierpaolo Urbani, strappandogli di dosso un Rolex e un bracciale d'oro. Gli inquirenti sono anche in possesso delle immagini di videosorveglianza, installate davanti al cancello dell'ex professionista, che hanno sostanzialmente immortalati i due soggetti durante il colpo, messo a segno in pieno giorno nel primo pomeriggio di lunedì 27 ottobre.

Le forze dell'ordine avrebbero avuto indicazioni precise da Urbani, ma al momento non ci sarebbero, come fatto intendere dalla vittima, identificazioni precise. Ma non è detto che i riscontri necessari non possano arrivare già nelle prossime ore. Di certo i banditi entrati in azione in via Tiepolo nella tranquilla zona residenziale di Parco Rocca, sapevano chi colpire: probabilmente avevano seguito già nei giorni scorsi la preda prima di rapinarla. Ne è convinto anche il dottor Urbani, che però su alcuni dettagli non sarebbe stato molto preciso nella sua ricostruzione: gli investigatori, per esempio, escludono che i banditi fossero armati di coltello. E l'auto utilizzata per la fuga, secondo Urbani un'Audi grigia, sarebbe di un'altra marca. Dopo l'aggressione, i due hanno raggiunto la vettura poco lontano. «All'improvviso da dietro mi sono sentito stringere forte al collo. Per diversi secondi non ho respirato, pensavo di morire. C'era un complice al volante, pronto a partire con il motore acceso. Io li ho inseguiti. Ho raccolto un sasso per strada e glielo ho lanciato contro. Penso di aver colpito il tettuccio».