TREVISO - «Avevamo portato il paziente in ambulatorio. E qui, mentre era sulla barella, mi ha sferrato un calcione in pieno volto». A parlare è l'infermiere che martedì pomeriggio è stato colpito dall'uomo di 40 anni, con disagi psichici, che pochi istanti prima aveva preso a calci e pugni un 70enne, familiare di un altro paziente, nella sala d'attesa del pronto soccorso di Treviso. A Gianluca Martin, infermiere dell'area dell'emergenza-urgenza, segretario provinciale della Filas, è stato diagnosticato un trauma alla mandibola. Sette giorni di prognosi.

Dal Comune, tutta la maggioranza di centrodestra, Lega, lista Conte, Fratelli d'Italia e Forza Italia, ora chiedono l'istituzione di un presidio di sicurezza fisso nel pronto soccorso del Ca' Foncello. «Per tutelare operatori e cittadini», spiegano. «Non possiamo più permettere che chi ogni giorno lavora per garantire cure e assistenza, o chi accompagna un familiare in ospedale, sia esposto a rischi di aggressioni - mettono in chiaro - il fenomeno non è isolato: occorrono soluzioni concrete e tempestive». La maggioranza ricorda che anche Francesco Benazzi, direttore generale dell'Usl, aveva chiesto l'istituzione di un presidio fisso alla prefettura. Il primo obiettivo è prevenire situazioni di pericolo. Ma anche garantire un clima di serenità a chi opera in prima linea e tutelare la dignità delle persone che si rivolgono al pronto soccorso. «Faremo la nostra parte - assicurano i consiglieri di maggioranza - collaborando con tutte le istituzioni coinvolte, a partire dalla prefettura e dalle forze dell'ordine, perché la sicurezza nei luoghi di cura sia una priorità condivisa».