LIVINALLONGO DEL COL DI LANA (BELLUNO) - Sono due le comunità profondamente scosse dalla morte di Lara De Cassan, la giovane imprenditrice alberghiera morta mente era in vacanza a Sharm el-Sheikh. Oltre ad Arabba ed ai suoi concittadini, Lara viene pianta anche dai suoi colleghi albergatori. Un dolore del quale si fa in qualche modo interprete il presidente di Federalberghi, Walter De Cassan: «Si tratta di una bruttissima notizia per il paese e per la nostra categoria. Se ne va una professionista seria ed apprezzata che svolgeva bene il suo lavoro».
Il presidente De Cassan ricorda che la tradizione alberghiera della famiglia di Lara risale sino al nonno: «Era stato lui, ancora più di 60 anni fa, nel 1963, ad aprire un albergo a Livinallongo. Una vera e propria intuizione - precisa - perché dal punto di vista turistico allora il paese offriva una seggiovia ed uno skilift, poco di più. Un vero pioniere del turismo nelle nostre zone». Un tratto che evidentemente è rimasto nel dna della famiglia. E così mentre l'albergo Malita è gestito dal fratello della giovane scomparsa, quest'ultima alcuni anni fa aveva aperto il Garnì Serena, sempre a Livinallongo, che gestiva in prima persona. E sul sito della struttura si legge: «La conduzione familiare è il nostro forte: Lara ti accoglie con il sorriso e Simon trova sempre una soluzione alle tue richieste». Una professionalità che Lara curava a tutto tondo. Con attenzione anche al web ed un sito moderno ed accattivante, capace di raccontare la struttura, l'accoglienza, i servizi ed il territorio: «Al Garnì Serena ti senti come a casa - si legge - in un ambiente familiare, intimo e accogliente. È l'albergo ideale per vivere una vacanza tra sport e relax, per coppie, gruppi di amici e appassionati dell'outdoor. Dopo le tue avventure nella valle di Fodom, le nostre camere (matrimoniali, triple e quadruple) ti accolgono con il calore del legno in stile ladino. Al mattino, una colazione genuina ti aspetta, e per il massimo del relax c'è l'area wellness».







