TREVISO - «Quando ho visto il cane della polizia correre verso il mio piccolo Maltese che mi camminava accanto al guinzaglio, ho cercato di prenderlo in braccio ma lui con un balzo lo ha azzannato. Le ferite che gli ha lasciato erano troppo gravi, così dopo mezz’ora è morto». Ancora fatica a credere a quello che è successo, un noto libero professionista trevigiano che nel pomeriggio di sabato, ha visto morire sotto i suoi occhi Yoshi, il cane di famiglia di 5 anni appena, morso dal cane antidroga della polizia locale mentre erano in corso alcuni controlli in zona giardinetti di Sant’Andrea. «Stavo passeggiando lì accanto con mia moglie e i miei due figli piccoli, che sono ancora sconvolti per quanto è successo - racconta l’uomo - Ora sto pensando a come procedere in termini legali».
Nonostante quello che è accaduto, però, Luke, il cane antidroga della polizia locale e responsabile dell’increscioso incidente, continuerà a svolgere il proprio servizio. Il motivo? Il regolamento alla base degli interventi di controllo come quello svolto lo scorso sabato, non prevede che il cane venga sospeso, a meno che non aggredisca direttamente le persone.
Nel caso dello scorso fine settimana, anche il proprietario del cane è stato ferito, nel tentativo di salvare il suo animale. Che però ora non c’è più «Stavamo passeggiando a metà pomeriggio, come tante altre volte - ripercorre - Tenevo il mio cane al guinzaglio poco più avanti di me quando è successo tutto in un lampo». Nel tratto di ponte San Martino che stava attraversando con la famiglia, c’erano anche gli agenti della locale con Luke, «che era altrettanto al guinzaglio - ricorda il libero professionista - tant’è che è corso verso Yoshi».







