"Dagli atti del procedimento - prosegue il Garante - non è emersa alcuna volontà dell'ex ministro di far ascoltare a terzi la conversazione. Il che ne conferma il carattere riservato". Lo stesso Stanzione poi ribadisce che la valutazione dei danni morali "spetta all'autorità giudiziaria, anche ai fini risarcitori. Tuttavia, ai fini della quantificazione della sanzione il Garante è tenuto a valutare 'il livello del danno' subito dal'interessato". Sugli attacchi ricevuti da Report, l'Authority sottolinea "la tendenza a delegittimare le decisioni degli organi di garanzia, quando esse non siano gradite", rimandendo colpito soprattutto "dall'attacco all'indipendenza del Garante, il tentativo di ascrivergli un indirizzo politico che mai ne ha ispirato l'azione, come dimostrano, da anni, i provvedimenti. Ciò che conta è che la decisione sia stata assunta, come lo è stata, con la massima terzietà".
Caso Sangiuliano, il Garante della privacy: "Audio diffuso da Report era riservato"
"L'argomento principale riguarda la violazione del principio di essenzialità dell'informazione che, nel caso di conversazioni tele...













