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A House of Dynamite, il film di Kathryn Bigelow presentato fuori concorso a Venezia e da pochi giorni su Netflix, racconta da varie prospettive i venti minuti successivi all’avvistamento di un missile nucleare di provenienza sconosciuta che entra nello spazio aereo statunitense, e il processo decisionale di governo ed esercito americano che questo attacco comporta. È un film di grande tensione, ma anche pieno di ruoli, sigle e procedure che potrebbero risultare un po’ oscure. Ed è stato anche criticato per la verosimiglianza di alcune scene, di alcuni processi decisionali e di alcuni dati tecnici. Facciamo un po’ di chiarezza sulle prime cose e sulle seconde, e ovviamente: SPOILER.
Situation Room
Il primo avvistamento del missile è segnalato nella White House Situation Room: a dispetto del nome non è una stanza, ma un complesso nell’ala ovest della Casa Bianca (West Wing), che comprende la sala di osservazione e postazione di guardia (quella che si vede a lungo nel film) e tre sale riunioni sicure. Ci lavorano 130 membri alle dipendenze del Consiglio Nazionale di Sicurezza (NSC).
ICBM, missile balistico intercontinentale















