Sopralluogo dell’Asl Città di Torino nell’ex scuola Neruda, dove continuano gli screening per la tubercolosi, e rimangono sei i casi di tisi accertati. Dopo varie sollecitazioni, sono stati calendarizzati anche i controlli per i minori all’ospedale Regina Margherita. Continua lo scontro tra Comune da un lato e Regione-Azienda sanitaria dall’altra.

Una settimana fa La Stampa raccontava lo scoppiare di un focolaio di tbc in via Ciriè 7, negli spazi occupati da circa 200 persone che non riescono ad avere una casa, divenuta comunità aperta al quartiere tra corsi di italiano per stranieri e boxe popolare. L’Asl ha fatto esposto alla Procura, che ha aperto un’inchiesta per epidemia colposa. Subitanea la bagarre politica, con gli attacchi del centrodestra contro il Comune, proprietario dell’immobile.

Inchiesta per epidemia colposa dopo il contagio di tubercolosi alla Neruda

Lunedì in Sala Rossa però l’assessore alle Politiche sociali Jacopo Rosatelli ha puntato diretto il dito contro l’Asl: «In data 22 ottobre la Città viene informata dall’Azienda sanitaria, con uno scritto del Dipartimento prevenzione diretto dal dottor Testi, circa l’esistenza di un caso di tubercolosi noto alla stessa Asl dal giorno 25 agosto, comunicando altresì di avere nel frattempo identificato 5 casi». La lettera che racconta del primo contagio da tbc e di quelli a seguire, recapitata al sindaco Stefano Lo Russo, porta in effetti la data dell’uscita dell’articolo. In quello scritto, Testi chiede di poter accedere alla struttura.