Il calcio del vicino è sempre più verde. Noi siamo un disastro, gli altri sono un modello. Finché poi non li senti parlare, gli altri, e t’accorgi che il modello siamo noi e delle loro abitudini si lamentano. Gli inglesi, per esempio. Sono anni che gli invidiamo il Boxing Day, che bellezza, che meraviglia, il 26 dicembre allo stadio, la festa delle famiglie e del tempo libero, alleluja. Ma sono anni che gli inglesi non ne possono più: maledizione, neppure durante le feste di Natale si può staccare dal calcio, e poi come si fa a raggiungere gli stadi se in quei giorni le metro garantiscono meno corse, come si va in trasferta dall’altra parte del paese partendo la sera del 25?

Un po’ per esterofilia e un po’ per vedere l’effetto che fa, abbiamo sperimentato il Boxing Day in B e un anno pure in A, peraltro con risultati dignitosi. Non ci fu il boom sperato, ma neppure si trattò di un esperimento fallito. Anche per quel tentativo si è radicata l’idea di un Natale senza più la vecchia sosta. Un tempo si tirava giù la saracinesca introno al 21-22 dicembre e se ne riparlava dopo l’Epifania. Un format superato. Tra un paio di mesi per esempio non si giocherà il 26 dicembre, ma il 28 sì, e di nuovo il 3 e il 6 gennaio.