TREVISO - Sul materasso sequestrato dai carabinieri, e analizzato dai Ris di Parma, sono state trovate tracce di dna sia della vittima che del titolare del kebab dove, per l’accusa, si è consumata una violenza sessuale ai danni della ragazzina di 16 anni. Per gli inquirenti si tratta della prova regina che, a processo, potrebbe inchiodare i responsabili, motivo per cui il sostituto procuratore Maria Giulia Rizzo, titolare del fascicolo, ha emesso un decreto di giudizio immediato nei confronti del proprietario dell’esercizio commerciale, un pakistano di 27 anni (attualmente agli arresti domiciliari dopo essere finito in manette, ndr), e dei suoi due connazionali considerati i complici, un 29enne che risulta tutt’ora irreperibile imputato di concorso morale in violenza sessuale, e un 24enne, sotto accusa per favoreggiamento personale (ha mentito ai militari durante l’interrogatorio, ndr).

L’udienza non è ancora stata fissata ma il decreto di giudizio immediato è già stato notificato alle difese (rappresentate dagli avvocati Barbara Camerin e Diego Melioli) che potrebbero decidere di optare per un rito alternativo (abbreviato o patteggiamento, ndr) e al legale della vittima, l’avvocato Luisa Osellame, che ha già annunciato la costituzione di parte civile.