Lo stadio? Oggi preferiamo parlare di paesaggio, ma vi assicuro che arriverà un momento in cui parleremo anche della questione del Franchi e ci diremo tutto quanto» dice il ministro della Cultura, Alessandro Giuli. Parla dalla villa medicea della Petraia, a Castello, dove si tiene la conferenza europea del paesaggio a 25 anni dalla prima convenzione di questo tipo: ci sono più di 30 delegazioni, si va dalla Francia a Portogallo, Paesi Bassi, Regno Unito, Spagna, Ucraina, Ungheria. C’è pure il vicesegretario generale del consiglio d’Europa, Bjørn Berge.
Ed è a margine di questo evento che Giuli, a domanda precisa sul Franchi, rimanda. Lasciando intendere però che cose da dire ne ha. Il primo lotto dello stadio è finanziato con soldi Pnrr per i “Grandi attrattori culturali”: il via libera, per 95 milioni, arrivò nell’aprile 2021. Circa tre mesi prima, il Mic, in un parere, spiegò che il Franchi poteva essere ristrutturato, ma non abbattuto, ritenendo scale, torre di Maratona e anello strutturale elementi “testimoniali” da conservare. Insomma, una discussione ci sarà. Ma più avanti. E non è affatto escluso che si discosti da altre recenti, dallo scontro sulla Pergola a quello sul “cubo nero”, su cui Giuli torna ancora, dicendo che «lo skyline di una città come Firenze avrebbe bisogno di maggior attenzione e cura».







