ROMA – Il giorno dopo, nonostante la presenza della registrazione video, il governo ungherese critica l’intervista al primo ministro ungherese Viktor Orbán pubblicata ieri da Repubblica bollandola come «manipolazione politica» volta a «screditare l’Ungheria, una nazione che si batte costantemente per la pace, la stabilità e l’interesse nazionale».
A contestare il lavoro del nostro giornale è Balazs Orbán, consigliere politico del premier ungherese. «Le fake news colpiscono ancora: l’obiettivo è chiaro, dividere e indebolire i leader che sostengono la pace», scrive su X accusando Repubblica e altri media ungheresi di aver attribuito a Orbán «parole che non ha mai pronunciato, trasformando persino una propria domanda in una citazione falsa». «Un esempio da manuale di come i media liberali distorcono i fatti per mettere i leader orientati alla pace gli uni contro gli altri e attaccare coloro che sostengono il dialogo, la sovranità e la stabilità», sottolinea il consigliere. Anche se le parole (e i sottotitoli) da lui stesso riportati confermano il contenuto dell’intervista. Ma per Budapest — che due giorni fa aveva contestato anche il lavoro di Report — Repubblica avrebbe «deliberatamente distorto» le parole del premier: «Il giornale — insiste il consigliere di Orbán — ha spacciato la propria interpretazione per una citazione».








