Il video che mette a rischio il cessate il fuoco a Gaza sembrerebbe non lasciare dubbi: sono 14 minuti di riprese da un drone militare e mostrano tre miliziani di Hamas arrivare con una sacca bianca, posarla in fondo a una buca e ricoprirla di calcinacci e detriti, per poi chiamare gli uomini e le donne del Comitato internazionale della Croce rossa, dire loro di aver individuato un corpo e consegnarglielo.

È questa scena, più che il fatto in sé che i resti arrivati in Israele due notti fa fossero quelli di Ofir Tzarfati – 27 anni, ucciso al Nova festival di cui alcuni resti erano stati recuperati dall’Idf a novembre 2023, e altre parti riportate a casa a marzo 2024 – a provocare la reazione furiosa di Israele.

Miliziani che portano un corpo nel cratere e iniziano a seppellirlo, per poi fingere di aver trovato un altro ostaggio

Da giorni le famiglie degli ostaggi chiedono al governo di fermare l’ingresso degli aiuti a Gaza visto il ritardo nel ritorno delle salme. Da giorni i ministri dell’ultradestra per lo stesso motivo pretendono che Netanyahu riprenda i combattimenti. Finora il premier era stato bloccato dalle pressioni americane da un lato e dall’impegno dimostrato dei Paesi mediatori dall’altro: la Turchia aveva inviato squadre specializzate nel recupero di corpi (ma Israele le aveva bloccate per ragioni politiche), l’Egitto era riuscito a far passare i suoi uomini che si erano messi subito al lavoro con quelli di Hamas.