Il mio sogno olimpico è cominciato guardando i Giochi estivi di Atene 2004 in televisione. Nel 2006 poi, con i Giochi a Torino, mi organizzai con un gruppo di amici per assistere dal vivo al gigante e allo slalom maschili al Sestriere.

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Avevo appena iniziato a fare gare internazionali, e vedere le ragazze che correvano le FIS con me partecipare all’Olimpiade mi diede la motivazione per diventare un giorno una delle protagoniste di questo grande evento. E quel giorno arrivò a Vancouver 2010, il primo anno in cui gareggiai fissa in Coppa del mondo. Ricordo che mi qualificai in gigante grazie al terzo posto di Aspen, partendo con il pettorale 34 e a due successivi quarti posti. Fu bello solo esserci anche se in gara feci subito un errore e arrivai solamente diciottesima. Pochi giorni dopo però vissi dal vivo l’oro di Razzoli in slalom, un’emozione che non scorderò mai.

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Delle successive edizioni di Sochi 2014 e PyoengChang 2018 dove conquistai il mio primo bronzo in gigante, riuscii anche a vivere l’atmosfera a cinque cerchi, assistendo da tifosa a tante gare di altre discipline.