BERGAMO – La fotografia della partita del Milan a Bergamo è Leao che sbuffa e sbraccia al centro del campo, ciondolante, con la testa bassa. Rafa si è nascosto per un tempo, poi è stato lasciato negli spogliatoi da Allegri («ha avuto un problema all’anca, non stava benissimo e ho preferito toglierlo»). Il pareggio che il Diavolo ha portato via da Bergamo non è un’occasione persa ma un punto guadagnato, in coda a una partita di sofferenza e fatica, in cui l’Atalanta — imbattuta ma giunta al settimo pari su nove gare — ha riproposto pregi e difetti mostrati in questi primi mesi di gestione Juric: la squadra crea tanto, ma concretizza pochissimo. Anche per questo è stata singolare la scelta del tecnico croato di lasciare per tutta la gara in panchina i due centravanti, Scamacca e Krstovic. Non ha avuto abbastanza coraggio, eppure il Milan nel finale si è limitato a difendere l’1-1.
Le pagelle di Atalanta-Milan: Kossounou giganteggia. Fofana è ovunque, Leao abulico
dal nostro inviato Andrea Sereni
Milan a -3 dalla vetta, ma il pari va accettato
Ricci ha trovato il primo gol in rossonero, un tiraccio deviato da Ederson dopo 4’, poi Lookman si è risvegliato dal torpore con una fiondata sotto la traversa di Maignan che ha rimesso in carreggiata la Dea. Che è sembrata tante volte vicina al colpo del ko, ma non ha mai saputo sferrarlo. Le partite che non si possono vincere vanno pareggiate, ripete spesso Allegri. Così il risultato di stasera, il terzo pareggio nelle ultime quattro, può essere accolto senza storcere il naso: il Milan resta in alto in classifica, aggancia temporaneamente la Roma (che domenica sarà a San Siro) ma scivola a -3 dal Napoli capolista. Per sognare serve qualcosa in più.








