Roma – La giudice si è riservata, deciderà entro 15 giorni. È durata quasi due ore la prima udienza davanti alla giudice tutelare Paola Scorza, al tribunale civile di Roma, alla quale si sono presentati Vittorio Sgarbi, le figlie Evelina e Alma. È stata la figlia Evelina a inoltrare istanza al giudice tutelare per la nomina di un amministratore di sostegno per il padre sostenendo che, per le sue condizioni di salute, non è più in grado di occuparsi dei suoi interessi. E dichiarando di essere stata allontanata dal padre, e di non essere stata messa al corrente delle sue condizioni, dalle persone a lui vicine.

Evelina Sgarbi, la figlia di Vittorio, dopo la querela al Gemelli: “Io isolata dal cerchio di papà”

di Luca Monaco

La giudice dovrà decidere se dare l'avvio all'assistenza o meno. Decisione che non è stata presa durante il primo confronto.

Vittorio Sgarbi è arrivato in tribunale su una Bmw, con i vetri oscurati, accanto alla compagna Sabrina Colle, intorno alle 14,40, schivando così domande e telecamere. La figlia Evelina, invece, giubbotto in pelle nera e occhiali scuri, è entrata dal varco principale in via Lepanto, nel quartiere Prati, accanto al suo avvocato Lorenzo Iacobbi. Si sono fermati davanti ai giornalisti. L'avvocato ha detto: "Siamo qui nell'interesse di Vittorio Sgarbi". Mentre in strada un'amica di Sgarbi gridava contro la donna: "Vergognati, vai a lavorare". Un coro che si è alzato anche dall'associazione "14 luglio", fondata da Francesca Della Valle, compagna dell'attore Lando Buzzanca, che ha organizzato un presidio in strada. La Della Valle non riuscì a sposare l'artista, secondo la sua versione, perché i figli ottennero che andasse in una Rsa. E ha commentato davanti agli striscioni contro la legge 60/04: "È successo anche a me, lotteremo al fianco di Vittorio".