Lagarde striglia l’Europa sul gas russo: “Solo l’energia pulita può garantire sicurezza”
Sul fronte della domanda, la Bce rileva una “leggera crescita” nella richiesta di prestiti da parte delle imprese, pari a un saldo netto del 2%. L’aumento, spiega l’istituto, è sostenuto dal calo dei tassi d’interesse sui prestiti e da un maggior bisogno di rifinanziamento del debito, mentre gli investimenti fissi e il capitale circolante restano sostanzialmente neutrali. Alcune banche segnalano che le incertezze globali e le tensioni commerciali continuano a frenare le decisioni di investimento, con molte aziende che adottano un atteggiamento attendista. In Germania, Spagna e Italia la domanda di credito aziendale è in aumento, mentre in Francia si registra un calo netto. Le imprese chiedono più finanziamenti per ristrutturare il debito o sostenere operazioni di fusione e acquisizione, ma restano caute sugli investimenti produttivi. In termini generali, la Bce segnala che “le banche si attendono una domanda invariata da parte delle imprese nel quarto trimestre del 2025”.
Nel comparto delle famiglie, la domanda di mutui cresce ma a un ritmo più moderato: +28% netto, contro il +37% del trimestre precedente. I tassi in discesa e le prospettive più favorevoli del mercato immobiliare restano i principali fattori di sostegno. “Le migliori prospettive del mercato immobiliare e la riduzione dei tassi sui prestiti hanno alimentato la domanda di mutui”, osserva la Bce. La domanda di credito al consumo rimane invece sostanzialmente stabile, sostenuta dal calo dei tassi ma frenata da una fiducia dei consumatori ancora debole. Gli istituti si attendono una crescita più contenuta dei mutui e un lieve aumento del credito al consumo nei prossimi mesi. Nel complesso, la ripresa della domanda non appare ancora strutturale: il quadro resta fragile e disomogeneo tra Paesi.






