Il crollo era nell’aria, ma le dichiarazioni emesse dall’azienda nelle ultime ore segnano il capitolo finale della crisi di iRobot. L’azienda americana che ha portato il robot aspirapolvere Roomba nelle case di milioni di consumatori ha annunciato in un documento inviato alla Sec che l’unico potenziale acquirente si è ritirato dopo «un lungo periodo di negoziazioni esclusive», lasciando la società con lo spettro della bancarotta all’orizzonte. Poco dopo, il titolo è sceso del 33,4% a Wall Street.

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A marzo, con la pubblicazione dei risultati finanziari del 2024, l’azienda ha spiegato di avere «dubbi sostanziali» sulla sua capacità di continuare a portare avanti l’attività. A rubare la fetta di mercato più grossa era stata la concorrenza cinese, che ha reso accessibile un prodotto simile o più potente a prezzi schiacciati. La situazione però si è aggravata dopo che Amazon ha abbandonato il progetto di acquisirla nel 2024, un’operazione da 1,4 miliardi di dollari bloccata dal parere negativo di Federal Trade Commission's (Ftc) e Commissione europea. Ora, spiega il documento depositato alla Sec, la società non è «in trattativa con controparti alternative per una potenziale vendita o transazione strategica».