"La libertà avanza o l'Argentina retrocede".

Era questo lo slogan scelto dal partito del presidente ultraliberista Javier Milei in vista delle elezioni legislative di metà mandato dove si è imposto con un risultato chiaro e inappellabile, inaspettato anche tra le fila dello stesso governo. E la vittoria di domenica de La Libertad Avanza (Lla), sembra confermare che l'elettorato ha accolto più di ogni altra considerazione il monito di Milei sul pericolo di un ritorno al passato nella speranza anche che le sue ricette politiche ed economiche possano tirare fuori il Paese dalla crisi.

"Ho votato Milei perché voglio un cambiamento e voglio lasciare indietro il disastro provocato dal kirchnerismo", afferma Paula, 27 anni, commessa in un negozio di abbigliamento nel quartiere di Retiro della capitale Buenos Aires. E' accorsa domenica notte all'Hotel Libertador, il quartier generale di Lla, per celebrare la vittoria del presidente insieme a un gruppo di amici. In linea con i dati ufficiali che indicavano negli ultimi mesi un forte calo dei consumi ammette che nel suo negozio gli affari non sono andati bene nell'ultimo anno ma, nonostante questo, afferma che all'ora del voto ha prevalso sulla paura di tornare indietro e la speranza nel futuro.