"Per noi la Mauritania rappresenta un punto di riferimento importante perché nell'area subsahariana è un Paese dove c'è certezza, dove chi viene sa che può rimanervi senza problemi.

Questo non significa che non possiamo lavorare con gli altri Paesi, ma siamo partiti dalla Mauritania - nel nostro giro che ci vedrà in Senegal e in Niger - proprio perché la Mauritania è un paese sul quale noi puntiamo".

Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani, arrivato a Nouakchott, in Mauritania, prima tappa di una missione di tre giorni in Africa con il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi.

I ministri sono stati accolti dal titolare degli Esteri della Mauritania, al quale "abbiamo ribadito la volontà dell'Italia di rinforzare i legami già molto buoni con questo paese africano che è parte delle strategie del piano Mattei. Ma si può fare molto, molto di più. La presenza del ministro degli Esteri, del ministro dell'Interno insieme è anche un segnale politico che noi vogliamo lanciare a un Paese che garantisce stabilità. Non a caso oggi pomeriggio inaugureremo anche la nostra ambasciata che è operativa da già da qualche mese, ma vogliamo con Matteo Piantedosi dare un altro segnale di grande attenzione e pensiamo di poter esportare di più, ma di importare anche di più in questo paese africano che ha delle grandi potenzialità e quindi noi contiamo di fare anche accordi vincenti, direbbero i francesi gagnant-gagnant". "Questo è l'inizio di una nuova stagione politica che nell'ambito del Piano Mattei vuole far sì che l'Italia sia sempre più presente in quest'area dell'Africa e in tutta l'Africa", ha aggiunto il vicepremier al termine dell'incontro con il premier di Mauritania Mokhtar Ould Diay, insieme a Piantedosi. "E' stata una riunione molto positiva, quella con il primo ministro. È una missione che ribadisce quanto sia fondamentale questo Paese per gli interessi dell'Italia, per la stabilità dell'area subsahariana, per contrastare l'immigrazione illegale, per combattere il terrorismo ma anche per favorire la crescita e avere un incremento della presenza delle imprese italiane in Mauritania: c'è un terreno fertile grazie alla stabilità politica, quindi le nostre imprese cercheranno di investire sempre di più in un Paese ricco di materie prime. Noi non abbiamo un'ottica neocoloniale, vogliamo trasformare le materie prime qui in questo paese in modo che si possano creare posti di lavoro e poi acquistarle naturalmente a prezzi di favore, frutto di accordi vincenti per entrambi i Paesi".