Roma, 28 ott. (askanews) – Il Consorzio del Pecorino Romano DOP a Capitol Hill per mettere a punto insieme ai membri del Congresso americano una strategia comune contro i dazi di Trump che rischiano di mettere in ginocchio la filiera. Nonostante le difficoltà legate allo shutdown federale che ha paralizzato parte dell’amministrazione americana dallo scorso primo ottobre, una delegazione del Consorzio di tutela del Pecorino Romano DOP guidata dal presidente Gianni Maoddi e dal direttore Riccardo Pastore ha concluso a Washington una serie di incontri istituzionali.
“I dazi imposti da Trump rischiano di compromettere un equilibrio economico costruito in oltre un secolo e mezzo di relazioni commerciali – spiega Gianni Maoddi, presidente del Consorzio – Il Pecorino Romano non ha un’alternativa produttiva domestica negli USA: non si tratta di protezionismo, ma di riconoscere la realtà di una filiera integrata che genera valore su entrambe le sponde dell’Atlantico”.
Obiettivo della missione avviare un dialogo bipartisan con membri e staff del Congresso USA per ottenere l’esenzione dai nuovi dazi del 15% imposti sul Pecorino Romano, che fino a pochi mesi fa godeva di libero accesso al mercato statunitense. Particolarmente interessati alla questione sono i membri del congresso delle zone dove il Pecorino Romano non è solo un prodotto di consumo ma anche una leva occupazionale per decine di migliaia di famiglie grazie alla presenza di industrie che si occupano della trasformazione del prodotto.






