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Sarebbe solo un bene se anche i bambini venissero educati a un rapporto con la morte e i morti, e le ricerche scientifiche a questo riguardo lo confermano
Siamo alle porte della Festa di Halloween, che si dichiara festa celtica: ma siamo certi che sia davvero radicata nelle affascinanti e antiche tradizioni europee? La versione consumistica di un'antica e nobile tradizione sta forse contribuendo all'insana rimozione dell'idea della morte che pervade la nostra società?
L'Occidente europeo deve molto alle sue radici celtiche, da cui sorse anche uno straordinario movimento monastico e una delle esperienze spirituali più intense del continente. Il monachesimo celtico insegnava a contemplare il cosmo e i suoi ritmi come riflesso della "presenza" divina in ogni manifestazione naturale. Nell'antica tradizione irlandese lo scorrere del tempo era scandito da quattro grandi feste, la più nota è Samhain: il 1° novembre che era celebrato come un capodanno. Era un giorno, e soprattutto una notte, in cui si riteneva che la barriera tra il mondo visibile e quello invisibile si assottigliasse al punto tale da lasciare un varco in cui il mondo dei morti e dei vivi entravano in comunicazione, e tutti potevano tornare ad abbracciarsi. Appare ben chiaro, quindi, come la tradizione consumistica di Halloween sia abissalmente distante dalle origini irlandesi, e temo che la sua attrattiva faccia leva sul profondo bisogno di spiritualità della nostra umanità disorientata, ma offrendo un vuoto e deforme surrogato. Tra l'altro, essendo io un tanatologo (gli antropologi che studiano la morte), mi genera tanta tristezza vedere che abbiamo importato a cuor leggero una moda consumistica attraverso cui si educano i bambini all'idea che l'aldilà è solo regno dell'orrore. È insano, e gli studiosi lo sanno bene: soprattutto perché si aggiunge a un altro problema che è la rimozione sistematica della morte come evento naturale a cui si è votata la civiltà del benessere. La modernità non ha cancellato la morte, l'ha solo spettacolarizzata, presentandola come un evento terribile, ma che riguarda gli altri e non noi in prima persona. Grazie a film, fumetti e videogiochi sembra che la morte si incontri solo per colpa di entità negative come vampiri, zombie, demoni e alieni terrificanti. A causa di tutto ciò quando arriva la cattiva notizia che annuncia l'imminenza della propria fine o di coloro cui siamo legati ci si sente vittime di un "raggiro", poiché incapaci di attendere la morte nella sua naturalezza. Vi siete accorti di quanto sono belle le foglie in autunno? Lo dice bene il poeta John Burroughs: "Come invecchiano meravigliosamente le foglie. Come sono pieni di luce e colori i loro ultimi giorni".






