Il nuovo missile di Putin e la lezione del film A House of Dynamite: la fine del mondo può sfuggire di mano

Se si abbassa la guardia, allora la deterrenza - che è la nostra assicurazione sulla vita - non funziona più. È la situazione descritta nel film House of Dynamite: una superpotenza che perde il controllo

lunedì 27 ottobre 2025 di Guido Boffo

Osservando Vladimir Putin annunciare in tuta mimetica l'ultimo strabiliante missile uscito dall'arsenale e dalla retorica russi, il Burevstnik; ascoltando il capo di Stato maggiore, il generale Valerij Gerasimov, illustrare i prodigi del nuovo ordigno, in grado di viaggiare per 14mila chilometri senza poter essere intercettato, e dunque restare in aria per giorni e colpire qualsiasi obiettivo sul pianeta; davanti a questa esibizione apocalittica, ci si può consolare con una banale osservazione. E cioè che l'Uccello della tempesta (l'aulica traduzione di Burevstnik) non è altro che uno stato avanzamento lavori dell'Armageddon, e che basterebbe molto meno per scatenare la fine del mondo.

Quindi, per noi spettatori del delirio, cambia ben poco. Per loro, i grandi leader seduti su migliaia di bombe atomiche, invece potrebbe cambiare moltissimo se fossero costretti a prendere una decisione che li porrebbe più o meno allo stesso livello del creatore. Una posizione insopportabile per chiunque, al di là delle dimensioni del proprio ego, a meno di non essere mossi da una follia adamantina.