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Il tecnico rossonero, celebre per lo sfogo di coppa 2 anni fa: "Molto difficile arbitrare in questo calcio così veloce"
Allegri difensore pubblico numero uno degli arbitri. Mentre infuria la tempesta mediatica per il disastro di decisioni contestate con addirittura minacce di querele (il procuratore di Di Lorenzo e il Napoli società contro l'ex arbitro Bergonzi, moviolista della Domenica sportiva, che ha accusato il difensore napoletano di «antisportività», ndc), il tecnico del Milan si è assunto l'ingrato incarico di avvocato difensore della categoria. Da uno che chiedeva «dov'è Rocchi?» dopo la finale di coppa Italia di due anni orsono fa un certo effetto. Max lo fa in modo autentico e convinto: «Arbitrare, in questo calcio dove la velocità è pazzesca e ci sono molti contrasti, è molto difficile. Il Var ha migliorato tantissime cose ma quando le decisioni sono soggettive le discussioni diventano inevitabili. Gli arbitri vanno lasciati arbitrare, sbagliano come sbagliamo noi, ci vuole più serenità nell'accettare gli errori, anche da parte mia. Quando gli errori sono a favore si chiude un occhio, quando sono contrari si apre anche il terzo occhio!». Che sia autentico il suo endorsement lo documenta il passaggio successivo dedicato al giudizio di Rocchi sul placcaggio di Gabbia in occasione del secondo gol pisano («non sufficiente per annullare il gol»).






