Quella dell’azienda vinicola salentina Paolo Leo è una storia bella che, come tutte le storie di famiglia, ha avuto una forte propensione agli investimenti nella terra d’origine. E sono state ben cinque le generazioni di viticoltori che, uniti da una passione ereditaria per il vino e per il territorio, hanno costruito ciascuno un pezzo di storia della cantina. Tuttavia, la data di fondazione dell’attuale realtà produttiva è il 1989, anno in cui Paolo Leo e la moglie Roberta decidono di dare il via ai primi imbottigliamenti e, come regalo per le loro nozze, stabiliscono di investire i soldi ricevuti da amici e parenti nella costruzione della nuova cantina che sorge a sud di Brindisi, nella cittadina di San Donaci, all'interno del Parco del Negroamaro dove, da sempre, si produce vino. Oggi sono affiancati dai figli Nicola, quarantenne, enologo; quindi Stefano e i gemelli trentenni Francesco e Alessandro.

A questa realtà vitivinicola si affianca una seconda realtà, la cantina di Monteparano nel Tarantino, nella zona del Primitivo di Manduria; ed è di qualche mese fa, l’acquisizione della cantina vitivinicola Candido, che vanta quasi un secolo di storia e una grande valenza enoturistica. Ultimo progetto che ha visto la luce quest’anno, quello della cantina Sottomarina (33 m di profondità) nella Riserva Marina Protetta di Porto Cesareo, sulla costa ionica della penisola salentina, dove affina per 12 mesi il nuovo Pas Dosè “Mormora” (dal nome di un pesce autoctono), blend di uve verdeca e maresco. Ora, questo investimento riveste una particolare importanza, in quanto si intreccia intimamente con due valori fondamentali per l’azienda: la sostenibilità e la continua ricerca enologica. Certificata Equalitas dal 2021, Cantine Paolo Leo pubblica annualmente il bilancio di sostenibilità insieme al proprio Codice Etico.