«Mi sono avvicinato troppo a chi volantinava e mi sono saltati addosso tre agenti della Digos. Io ho cercato di divincolarmi, ero spaventato. Poi mi hanno ammanettato. Ho ancora i segni su tutte e due le mani». A parlare con Repubblica è lo studente di 16 anni ammanettato questa mattina durante le tensioni davanti al liceo scientifico Einstein di Torino, dove era in corso il volantinaggio di alcuni militanti della sezione di Gioventù Nazionale Gabriele D’Annunzio «contro la cultura maranza», espressione usata per indicare giovani di origine immigrata.

Portato in Questura è stato denunciato per resistenza a pubblico ufficiale e violenza privata – due agenti della Digos sono rimasti feriti – il giovane è tra gli esponenti del Collettivo studentesco Einstein. Poche ore dopo la denuncia era già in piazza, per un presidio nel cuore di Torino, in piazza Castello, che è poi diventato corteo organizzato come reazione alla mattinata.

Come sta?

«Sono stato questo pomeriggio dentro la Questura da solo per un’ora e mezzo. Dopo sono arrivati i miei genitori. Ora mi sono un po’ ripreso, sia di testa che fisicamente. Anche se ho ancora male ai polsi, si vedono i segni per le manette».

Cosa è successo?