Nella lotta al cancro la ricerca è la “strada maestra”. Di contro “sconclusionate teorie anti-scientifiche” si traducono “in autolesionismo e in sfiducia nella vita e nel futuro”. È il messaggio che il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha lanciato questa mattina a Roma, al palazzo del Quirinale, in occasione della cerimonia “I Giorni della Ricerca” che quest’anno celebra i 60 anni della Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro. “Oggi, dopo una diagnosi di tumore vivono milioni di persone”, ha detto il presidente Mattarella.
“Le nuove terapie hanno aperto strade alla vita. Basti pensare - aggiunge - alle donne che, dopo essere guarite dal cancro, possono diventare madri: condizione prima estremamente difficile”.
Il presidente Mattarella consegna il Premio speciale Airc 'Credere nella Ricerca' (ansa)
Anti-scienza
“È un paradosso che, in presenza di così tante evidenze, e nel pieno di una sfida che coinvolge intelligenze tra le migliori di ogni Continente, si propaghino, in parallelo a grandiosi progressi, anche sconclusionate teorie anti-scientifiche”, evidenzia Mattarella. “E che facciano presa su parti della società. Un fenomeno che non risparmia le società più avanzate, che più hanno beneficiato dei progressi della scienza. Chiusure regressive che, avversando la scienza, si traducono in autolesionismo e in sfiducia nella vita e nel futuro”, aggiunge prima di ricevere un lungo e caloroso applauso dalla platea composta da numerosi esponenti di spicco della ricerca oncologica italiana, da Franco Locatelli, professore all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e direttore del Dipartimento di Ematologia e oncologia pediatrica dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, a Paolo Ascierto, professore ordinario di Oncologia all’Università Federico II e direttore dell’Unità di Oncologia Melanoma, Immunoterapia Oncologica e Terapie Innovative dell’Istituto Pascale di Napoli.











