Bruxelles, 27 ott. (askanews) – La Commissione europea ha confermato oggi che presenterà “presto “altre opzioni” per finanziare il prestito di cui ha bisogno l’Ucraina per i prossimi due anni, anche al di là dell’utilizzo degli asset russi congelati (che rischia di essere considerato come una confisca, oggetto di ricorsi e di arbitrati internazionali). Anche se, come ha ribadito la presidente Ursula von der Leyen alla fine del Consiglio europeo di giovedì scorso, il “focus” della discussione resta proprio sugli asset congelati. Inoltre, l’ammontare del prestito viene ora stimato a circa 60 miliardi di dollari, molto meno delle cifre (140-180 miliardi di euro) di cui si era parlato nelle scorse settimane e durante il vertice Ue di giovedì.
Durante il briefing quotidiano con la stampa oggi a Bruxelles, la portavoce capo della Commissione, capo Paula Pinho ha ricordato che “c’è precisamente un chiaro impegno da parte del Consiglio europeo ad affrontare le esigenze finanziarie dell’Ucraina per il 2026 e il 2027. Questo vale la pena di ricordarlo. Il Consiglio europeo – ha ricordato citando le conclusioni del vertice di giovedì – resta impegnato ad affrontare le esigenze finanziarie dell’Ucraina. Ed è in questo contesto che il Consiglio europeo ha invitato la Commissione a proporre delle opzioni. A questo riguardo, la presidente Ursula von der Leyen è stata molto chiara in risposta a una domanda che le è stata rivolta durante la conferenza stampa al temine del Consiglio europeo, affermando che naturalmente ci sono sempre altre opzioni oltre all’utilizzo degli asset immobilizzati, ma che l’attenzione è ancora sugli asset immobilizzati” della Russia.











