Sono il turismo culturale, l’enogastronomico, quello dei borghi e dei grandi eventi ad alimentare la crescita degli arrivi dall’estero. Nel passato l’autunno era considerata una stagione “quasi” morta, di bassa stagione con gli hotel chiusi ora vede sempre più strutture aperte e in attività. Un trend che anno dopo anno si rafforza grazie all’aumento dei turisti stranieri come conferma l’ultima indagine svolta da Isnart per Unioncamere ed Enit nell’ambito dell’Osservatorio sull’Economia del Turismo delle Camere di commercio che evidenzia come per i prossimi mesi gli operatori segnalano di aver già venduto 1 camera su 2, con prenotazioni in crescita da Francia e Germania, seguite da Svizzera, Belgio, Paesi Bassi e Austria nelle strutture alberghiere ed extra alberghiere. Anno dopo anno la quota di clientela straniera è passata dal 46% del 2010 al 56% dell’estate 2025 con un target di domanda sempre più alto spendente che investe sul territorio in media 86 euro al giorno pro-capite per l’alloggio e 105 euro per tutte le altre spese: circa 200 euro per giorno di soggiorno.

Per il quarto anno consecutivo il patrimonio storico-culturale si conferma quale prima motivazione di visita in Italia per il 35% dei turisti, seguita dalla facilità di raggiungimento/buoni collegamenti (22%) e dalla vicinanza rispetto all’origine del viaggio (20%). Tuttavia, se si allarga lo sguardo a come è evoluta la domanda turistica del Paese nell’ultimo quindicennio, scopriamo come il visitatore oggi sia interessato ad un turismo più attivo, immersivo nelle tradizioni culturali ed enogastronomiche delle destinazioni. C’è voglia di scoprire territori e destinazioni: fa escursioni il 76% dei turisti (contro il 37% del 2010); il “desiderio di visitare luoghi sconosciuti” come motivazione di vacanza passa dall’8° al 4° posto, i “grandi eventi attrattori” (culturali, sportivi, religiosi ecc.) salgono dal 19esimo al 17 posto.