Regione Lombardia: nuovo piano per attrarre investimenti e creare lavoro
In un contesto congiunturale nel quale i flussi internazionali stano subendo una forte battuta d’arresto, la Lombardia rilancia la propria strategia di attrazione degli investimenti esteri, puntando a consolidare la leadership italiana e a diventare sempre più protagonista tra i principali hub europei. È questo il cuore del nuovo piano fortemente voluto dall’assessore Guido Guidesi e che punta a rafforzare la posizione in Europa e nel mondo della Lombardia, già leader in Italia per numero di progetti attratti. Ma c’è molto altro: l’obiettivo è anche trasformare la regione in un hub di conoscenze ed esperienze che possano fare sistema, attraendo capitali e competenze. “Come Regione Lombardia intendiamo consolidare e rafforzare i nostri primati, puntando su nuovi investimenti ad alto valore aggiunto mirati a potenziare ulteriormente gli ecosistemi già presenti e radicati nei diversi territori – ha spiegato Guidesi. L’obiettivo è rendere la Lombardia sempre più un luogo ideale per lo sviluppo di progetti innovativi capaci di generare nuova occupazione e un indotto economico diffuso”. Lo scenario internazionale Il contesto mondiale non è tra i più semplici: tra il 2023 e il 2024 i flussi internazionali sono calati dell’11 per cento, mentre l’Europa ha registrato un -5 per cento. In controtendenza la Lombardia è cresciuta del 6 per cento confermandosi l’unica regione italiana capace di intercettare sistematicamente progetti di valore. Nel 2024 la regione ha catalizzato 96 progetti sui 249 complessivi in Italia, pari al 38 per cento, con una crescita media annua del 4,6 per cento. Numeri che riflettono un patrimonio solido, ma che presentano anche una sfida: trasformare la forza attrattiva del territorio in un posizionamento competitivo su scala europea. Da qui la scelta di ridefinire la strategia regionale. Non solo supportando le imprese, ma creando un ‘sistema Lombardia’ che attragga capitali e know-how nei settori strategici quali ICT e data center, scienze della vita, elettronica e semiconduttori, clean tech ed energie pulite, agroalimentare, aerospazio e servizi avanzati. Un’agenzia per gli investimenti La svolta principale riguarda il modello organizzativo. La Regione punta a strutturare una nuova agenzia per l’attrazione degli investimenti, capace di integrare business intelligence, marketing territoriale, animazione locale e policy advocacy. Una struttura moderna, in grado di accompagnare l’investitore lungo l’intero ciclo, dalla decisione iniziale all’ottenimento dei titoli autorizzativi, fino alla realizzazione e alla fase di aftercare. In tale percorso, la comunicazione diventa un tassello cruciale i cui elementi essenziali sono le campagne integrate, il rafforzamento del sito investinlombardy.com, la presenza coordinata a eventi internazionali, il maggiore utilizzo dei social media e una rete di relazioni istituzionali e imprenditori più capillare. L’immagine della Lombardia, spiegano in Regione, deve imporsi come hub europeo dell’innovazione e della competitività. Le basi del rilancio Il messaggio, che va oltre la politica e diventa protagonismo sul piano economico, è chiaro: la Lombardia vuole compiere un salto di scala, dalla leadership italiana al confronto diretto con i competitor globali facendo leva innanzitutto sulle proprie risorse ed eccellenze. Un impegno che si fonda su risultati concreti già consolidati. La sfida, ora, è trasformare questa base in un trampolino di rilancio, per continuare a crescere anche mentre il resto d’Europa rallenta e il mondo frena. La macchina lombarda per attrarre imprese diventa più forte Oltre 600 aziende straniere già supportate, in gran parte europee ed asiatiche; 71 progetti avviati o annunciati; oltre 2,8 miliardi di euro di capital expenditure e quasi 3.800 nuovi posti di lavoro generati nel complesso. Sono questi i numeri che raccontano l’attività di Invest in Lombardy. Il servizio della Regione dedicato all’attrazione di investimenti, che ad oggi ha 288 progetti in gestione attiva, concentrati in settori ad alto valore aggiunto come semiconduttori, industria 4.0, biotecnologie, farmaceutico, economia circolare, energie rinnovabili, ICT e data center. Il nuovo piano regionale fortemente parte da questa base per rafforzare e sistematizza l’azione, con un quadro di misure che intreccia strumenti di politica industriale, servizi mirati e un modello organizzativo avanzato che punta a fare della regione un hub tecnologico e di sviluppo a livello internazionale. Gli strumenti a disposizione Al centro della strategia del governo regionale ci sono le filiere produttive e i grandi driver di sviluppo. Nel dettaglio, la Regione punta a consolidare e ampliare gli ecosistemi già presenti attraverso bandi dedicati alle Zone di Innovazione e Sviluppo (ZIS) e la Zona Logistica Semplificata (ZLS), che offre procedure più snelle e agevolazioni specifiche. A questo si aggiungono gli strumenti negoziali come i contratti di sviluppo, gli accordi di innovazione e i patti territoriali per competenze e occupazione. Per facilitare nuovi insediamenti produttivi è stata prorogata e ampliata l’iniziativa ‘Opportunity Lombardy’, un catalogo di aree e immobili pronti per essere messi a disposizione delle imprese. Si tratta di uno strumento pratico, che consente di ridurre i tempi di localizzazione e di attrarre investitori alla ricerca di soluzioni immediate. Uno modello ‘one-stop-shop’ La vera novità organizzativa nella strategia della Regione è il passaggio a un sistema a sportello unico (one-stop-shop), con un solo entry point rappresentato da ‘Invest in Lombardy’. Ogni investitore potrà contare su un tutor regionale e su un tutor di progetto, figure di raccordo incaricate di accompagnare l’impresa lungo tutte le fai, dalla decisione iniziale all’ottenimento delle autorizzazioni, fino alla realizzazione e all’avvio concreto delle attività. Accanto a questo, la Regione rafforza i tavoli di lavoro permanenti – politico, tecnico e operativo -, ai quali si affiancano quelli dedicati a permitting, monitoraggio e aftercare. L’obiettivo è garantire risposte rapide e soluzioni su misura per ogni investitore, in modo da ridurre al minimo le barriere burocratiche. Tale percorso porta verso la creazione di un’agenzia per l’attrazione degli investimenti, con funzioni integrate tanto di business intelligence e marketing territoriale, quanto di animazione locale e policy advocacy. Nella visione del piano regionale si tratta di una struttura moderna, in grado di competere con le principali realtà europee e di promuovere in maniera più efficace l’offerta territoriale lombarda. Promozione e follow-up Capitolo fondamentale è quello legato alla comunicazione e all’accesso alle informazioni. La Regione ha predisposto un piano che prevede il rafforzamento del portale investinlombardy.com, campagne digitali e social mirate, un calendario di eventi internazionali e un network più esteso di relazioni istituzionali e imprenditoriali. La finalità è accrescere la consapevolezza delle opportunità d’investimento e consolidare l’immagine della Lombardia come regione innovativa, competitiva e affidabile. Ma la strategia non si limita ad attrarre nuovi capitali. Grande attenzione è riservata anche al follow-up degli investitori già attivi sul territorio. Attraverso tavoli dedicati e servizi di aftercare, la Regione intende rafforzare la fidelizzazione delle imprese insediate, accompagnandone crescita ed espansione. Il nuovo piano lombardo punta quindi a costruire un’infrastruttura di servizi e un panel articolato di strumenti che va oltre la semplice promozione territoriale: vuole confermare la Lombardia come la prima regione italiana per attrazione di investimenti e allo stesso tempo farla crescere in Europa, trasformandola in un hub dell’innovazione a livello continentale.








